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BIANCO
Finis Terrae - Friuli Grave
Amo il Tocai, è un’ uva indomita, che ti sfida ad interpetarla. Il Tocai che prediligo deve avere una personalità riconoscibile, che rispecchia il territorio delle Grave, deve esprimere profumi decisi ed un corpo gentile. Ho voluto semplicemente chiamare il mio Tocai “Bianco”, ad indicare quanto questo vino rappresenti tutti gli sforzi e la ricerca continua che attuo per realizzare la mia idea di “vino bianco”. Il suo colore è luminoso, pieno, quasi dorato, il suo bouquet è morbido, carezzevole, con sentori cremosi, di albume caramellato, unito ad importanti note agrumate e richiami di miele di acacia, menta fresca e frutto della mandorla amara. La sua bocca è inaspettatamente quella di una grande vino austero, elegante, piena e minerale, vibrante nella vena di freschezza e molto persistente in chiusura. Lo volevo così, con quel ritorno ammandorlato che tanto ricorda il segno del suo varietale e quella personalità senza schemi che incuriosisce chi lo assaggia per il contrasto stimolante tra la cremosità del naso e la freschezza al palato. Continua...
Amo il Tocai, è un’ uva indomita, che ti sfida ad interpetarla. Il Tocai che prediligo deve avere una personalità riconoscibile, che rispecchia il territorio delle Grave, deve esprimere profumi decisi ed un corpo gentile. Ho voluto semplicemente chiamare il mio Tocai “Bianco”, ad indicare quanto questo vino rappresenti tutti gli sforzi e la ricerca continua che attuo per realizzare la mia idea di “vino bianco”. Il suo colore è luminoso, pieno, quasi dorato, il suo bouquet è morbido, carezzevole, con sentori cremosi, di albume caramellato, unito ad importanti note agrumate e richiami di miele di acacia, menta fresca e frutto della mandorla amara. La sua bocca è inaspettatamente quella di una grande vino austero, elegante, piena e minerale, vibrante nella vena di freschezza e molto persistente in chiusura. Lo volevo così, con quel ritorno ammandorlato che tanto ricorda il segno del suo varietale e quella personalità senza schemi che incuriosisce chi lo assaggia per il contrasto stimolante tra la cremosità del naso e la freschezza al palato. E’ un vino che nasce nella terra del Vigneto Visinale, a Pasiano, un appezzamento in battuta di sole, dal terreno è magro; mio padre spianò meticolosamente tutto l’appezzamento prima di mettere a dimora le barbatelle di Tocai sulla preziosa argilla vergine. Oggi queste viti hanno quasi trent’anni, e quando vendemmiamo regalano sempre dorati grappoli, naturalmente spargoli, equilibrati e sani. Noi amiamo raccogliere queste preziose uve manualmente; quando arrivano in cantina abbiamo cura che passi pochissimo tempo prima di pigiarle ed avviarle a fermentazione alcolica. Fermentiamo il mosto per un 80% in acciaio e un 20% in botti di rovere. Penso che la preponderante vena acida ed il leggero tannino di questo vino lo rendano adatto ad un moderato invecchiamento in bottiglia. Prima di servirlo è bene lasciarlo ossigenare a bottiglia aperta e versarlo poi ad una temperatura non troppo fredda, attorno ai 16°. Lo consiglio quale accompagnamento a formaggi di media stagionatura, ai risotti di mare, persino alla carne bianca ed ovviamente a piatti di pesce, anche grasso. Il bicchiere giusto per apprezzarne appieno la pienezza del suo bouquet è ampio con il bordo leggermente svasato che aiuta a cogliere al meglio la sua aromaticità. Nascondi
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