
“Finisterrae” è terra di confine, quella della DOC Grave, una distesa di vigneti a perdita d’occhio a cavallo dei fiumi Livenza, Meduna e Tagliamento, la terra che mi ha visto nascere e dove giorno dopo giorno trovo una rinnovata passione per il lavoro di vignaiolo.
E’ un a terra di confine la mia, gli echi contemporanei di impronta veneto- friulana regalano un fascino sottile, unico, alimentato dalla bellezza del paesaggio, caratterizzato dalle ampie distese di vigneti, impreziosite da molteplici e multiformi matrici di terreno e microclimi.
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“Finisterrae” è terra di confine, quella della DOC Grave, una distesa di vigneti a perdita d’occhio a cavallo dei fiumi Livenza, Meduna e Tagliamento, la terra che mi ha visto nascere e dove giorno dopo giorno trovo una rinnovata passione per il lavoro di vignaiolo.
E’ un a terra di confine la mia, gli echi contemporanei di impronta veneto- friulana regalano un fascino sottile, unico, alimentato dalla bellezza del paesaggio, caratterizzato dalle ampie distese di vigneti, impreziosite da molteplici e multiformi matrici di terreno e microclimi. “Finisterre” è per me anche sinonimo di terra fine, come quella sottile tessitura ocra che costituisce il terreno dei miei vigneti ad Azzanello di Pasiano in provincia di Pordenone, nel lembo occidentale delle Grave, dove custodisco oggi l’eredità dei vigneti lasciatomi dai miei padri. Vendemmia dopo vendemmia ho imparato a conoscere palmo per palmo le mie viti, che curo in modo biologico, allevando i ceppi a Sylvoz e Guyot inerbiti e coltivati a basse rese. Negli anni di duro lavoro ho imparato ad apprezzare la particolarità di alcuni vigneti, i più costanti, i meno produttivi, quelli dove la selezione delle uve per una vinificazione di eccellenza sono d’obbligo. Da queste vigne nascono i cinque vini della linea “Finisterre”, tre bianchi e due rossi, vini a cui abbiamo dato un’anima e che sono diventati i miei “vini del cuore”.
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